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Leggete Orwell per rafforzare il sistema immunitario

La lettura dei libri di George Orwell è corroborante, caldamente consigliabile.

Mi riferisco ai suoi due romanzi più famosi, La fattoria degli animali e 1984. Per chi non li conoscesse, ricordo che il primo è una straordinaria allegoria politica mentre il secondo è una storia distopica.

Queste due opere hanno in comune il fatto di avere previsto il futuro, il che fa di Orwell un profeta. Mai come in questo momento, infatti, la società evoca i fantasmi del mondo che Orwell ha immaginato nei libri scritti alla fine degli anni Quaranta del XX secolo. La lungimiranza di questo scrittore inglese è sorprendente; ha saputo descrivere la sottile e subdola deriva totalitaria del XXI secolo, mostrando come la fantascienza spesso sia la visione al binocolo del futuro e non un mero esercizio dell’immaginazione umana.

La modernità di Orwell è confermata dal fatto che oggi usiamo l’aggettivo “orwelliano” per definire la manipolazione del pensiero e parliamo di “Grande Fratello” laddove le nostre azioni non sono più libere ma indotte e monitorate da uno o più burattinai, tanto influenti quanto anonimi.


Perché dovremmo leggere o rileggere Orwell? Perché ci aiuta a decifrare i codici del mondo in cui annaspiamo. La sua attualità è ancora più stringente da quando il pianeta è stato sconvolto dalla pandemia Covid-19, che ha acuito la morsa totalitaria in corso. Questo varrà per le nazioni dove c’è un regime dittatoriale, dirà qualcuno, ma non per i paesi democratici. Sbagliato. È soprattutto negli stati dove la democrazia è il basamento della vita politica, sociale ed economica che la profezia di Orwell si sta avverando.

La democrazia, anziché rivelarsi un deterrente è diventata un fattore critico, il punctum dolens. Di fatto, la democrazia sopravvive, ma come facciata. Le regole democratiche sono prevaricate in nome del comune interesse, per quanto la sensazione è che si tratti dell’interesse di pochi e non del consorzio umano.

Se Orwell vivesse oggi, verrebbe accusato di complottismo giacché avvalorerebbe la teoria che forze oscure e trasversali controllino il pianeta e la vita di quasi 8 miliardi di persone attraverso l’esercizio del potere politico, la finanza, la mistificazione e la manipolazione. A quale scopo? Si è tentati di rispondere: il Nuovo Ordine Mondiale. O, se preferite, il dominio dell’élite plutocratica mondiale. Ma questa risposta è sconveniente, ridicola secondo gli intelligentoni. Sta di fatto che leggendo i due testi di Orwell avvertiamo un brivido. Se La fattoria degli animali è una novella allegorica che sarebbe riduttivo considerare solo una satira del defunto regime comunista sovietico, mentre, in realtà, è un atto d’accusa contro ogni forma di totalitarismo, passato, presente e futuro – il cui principale assioma è il discriminatorio “Tutti sono uguali, ma c’è chi è più uguale di altri” – è soprattutto 1984 che suscita un malessere interiore. Questo romanzo suggerisce che per quanto siamo ancora lontani dal nefasto quadro socio-economico e politico di Oceania, dove vive il protagonista Winston Smith, esistano già diverse affinità con la società liberticida governata dal partito unico con a capo il Grande Fratello, amministrata secondo i principi del Socing, dove l’unica forma di pensiero ammissibile è il Doublethink cioè il Bispensiero, il meccanismo mentale che consente di ritenere vero qualsiasi concetto ma anche il suo opposto a seconda della volontà del governo, e dove il dissenso è punito sistematicamente.

Siamo abituati da tempo a subire in ogni campo i dettami di forze trasversali in parte note e in parte sconosciute che negli ultimi decenni hanno roso i pilastri socio-culturali, alterato i valori etici, le abitudini, i bisogni e persino il modo di pensare della gente. È in atto una riprogrammazione del genere umano. Siamo vittime inconsapevoli di una trasformazione che oggi vede nel Mainstream, cioè il pensiero unico, l’alter ego del Bispensiero orwelliamo. Crediamo in tutto quello che ci dicono, restii o incapaci di verificare se sia la verità, e accettiamo le informazioni, le manipolazioni e l’imposizione di nuove tendenze e regole senza accorgerci che siamo sottoposti a un metodico lavaggio del cervello.


Un esempio eclatante è come è stata gestita la pandemia fin dall’inizio. È fin troppo evidente che ci hanno distratto e mentito. Sia chiaro, il Covid esiste ed è una brutta faccenda, ma bisognava concentrarsi subito sulle cure e sull’innalzamento della soglia immunitaria. Le prime sono state osteggiate, il secondo deriso. Si è preferito puntare su un vaccino sperimentale, facendo del genere umano il panel di cavie più vasto di tutta la storia. Ci hanno ingannato e continuano a ingannarci con la complicità dei mass-media per indurci ad agire come pecore matte. Non è certo casuale che l’obiettivo dichiarato delle politiche sanitarie sia l’immunità di gregge. Un gregge, è così che il pastore ci considera. Ci vuole obbedienti e mansueti. Il Grande Pastore è parente del Grande Fratello. Ci conta, ci controlla, ci impone l’ortodossia e l’uniformità, ci immerge in un clima di ansia perenne e ci riempie di paura per renderci docili.

Come si fa a non capirlo?


Leggetelo 1984. Offre infiniti spunti di riflessione per quanto colmi il cuore di tristezza. La Psicopolizia di Orwell fa pensare al regime poliziesco instauratosi dopo l’11/11/2001 in molte nazioni democratiche. Il Ministero della Verità non trova un corrispettivo nelle istituzioni attuali, ma ogni apparato dello Stato si arroga il diritto di essere depositario della verità. Un esempio di Bispensiero è la questione Green-Pass. Questo lasciapassare viola il dettame costituzionale e non è conforme alle direttive europee ma diventa legittimo se lo ritiene tale chi detiene il potere. “Qualsiasi cosa il Partito ritiene che sia vera, è vera” sentenzia O’Brien, un membro della casta di Oceania. Nella società descritta in 1984, il momento più atteso dai cittadini è il “Due minuti d’odio”. Non stiamo forse vivendo in un clima di odio emergente, di caccia alle streghe (i non vaccinati), nutrito dalla strategia del “Divide et impera”?


Leggete 1984 e riflettete. Riflettete in particolar modo su queste due frasi. La prima recita “Il potere consiste nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione… nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni”. Il secondo ammonisce: “Se vuoi un simbolo figurato del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano.”. Questo è Orwell, un visionario, forse un pessimista, ma certamente un autore che vale la pena conoscere.

I suoi libri sono un concentrato di vitamine con cui rafforzare il sistema immunitario.

Giuseppe Bresciani ©





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